sabato 21 febbraio 2015

Al ristorante San Nicolò di Casale sul Sile, per Comunicare per Esistere nelle Terre del Sile



L'Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto e l'Associazione l'Altratavola, nel quadro delle iniziative di informazione di 'Comunicare per Esistere 2015', hanno organizzato un secondo incontro a convivio a Casale sul Sile, presso il Ristorante San Nicolò, sotto il Patrocinio della Civica Amministrazione, sui temi di Aquositas, Circuito delle Terre d'acqua.

Stefano e il suo team hanno scelto quale filo conduttore dal punto di vista gastronomico, il pesce di fiume. Ecco allora un menù che ha privilegiato lo storione del Livenza e l'anguilla (el bisàto) del Sile. I vini dell'azienda agricola Le Vigne di San Giacomo hanno ben accompagnato il desinare.
Un menù che ha dimostrato tutta la creatività di cui Stefano possiede le chiavi, per lavorare con materie prime d'eccellenza e la voglia di personalizzazione. Rispetto delle materie prime ; inventività negli abbinamenti ; presentazioni ineccepibili. Per davvero una interpretazione di alta qualità!

Alla serata è intervenuta anche Brigitta Reichel, Vice-Presidente della Associazione Culturale Italia-Austria sez.Veneto, che ha presentato la cucina d' acqua in Austria.


“L’acqua rappresenta una delle risorse più importanti della Lombardia ed il suo impiego riguarda gli usi potabili, industriali, agricoli, idroelettrici e ricreativi- ha osservato Massimo Metilli, direttore dell'Agenzia per la Russia di Brescia -.La Lombardia è la regione italiana più ricca di laghi (circa 50), sia in termini di superficie che di volume (40% e 63% rispettivamente del totale nazionale). La lunghezza complessiva dei corsi d’acqua naturali raggiunge circa 6.000 km. A questi si va ad aggiungere un’estesissima rete di canali irrigui e di bonifica (circa 200.000 km censiti) che consente di mantenere viva ed efficiente l’attività agricola nonostante l’intensa urbanizzazione del territorio.
Anche le acque sotterranee e sorgentizie rappresentano un’importante risorsa che storicamente soddisfa l’ampio fabbisogno potabile, industriale, irriguo e, più di recente, l’uso per raffrescamento.” La cucina dei pesci di lago ha una lunga tradizione soprattutto nel comasco e nel lecchese.

E, infine, i pesci del Sile e del Piave.
La "Bisàta” che prospera nelle acque del Sile si caratterizza per la livrea di fondo bruno-nero con riflessi verdastri, il ventre bianco o giallastro e una taglia che può raggiungere, nelle femmine, anche i 120 cm di lunghezza e 2 kg di peso. Le anguille del Sile sono particolarmente apprezzate per le carni saporite e moderatamente grasse e ben sode, merito anche delle stabulazioni in apposite vasche prima della vendita. Sono presenti nelle cucine trevigiane soprattutto – ma non solo - durante le festività natalizie: alla brace, al forno, arrosto o in umido, sono ottime anche in zuppe.
Sono molti i ristoranti lungo il corso del Sile che propongono il “Bisàto” nei menù sotto forma di risotto d'anguilla, anguilla fritta, in umido, ai ferri o, in primavera nel tradizionale e antico “Bisàto coi àmoi” (con susìne selvatiche acerbe)
La Trota Iridea del Sile si differenzia da altri tipi di trote per la presenza di macchie nere sulla pinna caudale e della banda iridescente sui fianchi. Le acque di risorgiva del Sile sono naturalmente ricche di fitoplancton, salubri, con veloce ricambio e creano un habitat ottimale per la trota.
La trota iridea, nutriente e ricca di Omega 3 (soprattutto se d'allevamento), sbuca nei menù dei migliori ristoranti della provincia, sposandosi con i più noti ingredienti trevigiani: trota salmonata con radicchio, zuppa di trote e lenticchie, tagliatelle asparagi e trota.

La Marcàndola è un pesce endemico del Piave, con il corpo allungato tipico delle specie che vivono acque turbolente. La livrea è grigio-verdastra con ventre color argento, sui fianchi corre una fascia orizzontale più scura e può raggiungere anche i 20 cm di lunghezza. La Marcàndola era abbondante nel Piave fino agli anni ’60 ma un po’ alla volta è andata scomparendo per l'introduzione di specie alloctone di pesci più aggressivi e dagli sbarramenti che limitano le migrazioni a scopo riproduttivo e variano la portata delle acque. La sua qualità alimentare è proverbiale, ed è stata paradigma della cucina povera sviluppatasi sul Piave.


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